Conoscere il mondo grazie ai maestri e a se stessi, la storia di Marino Firmani

In un tempo “liquido” (come ci ha spiegato Bauman) in cui l'unica certezza è l'incertezza, non è proprio facile costruirsi una strada verso la consapevolezza e il proprio destino, maturando fiducia e sviluppando al meglio potenzialità e punti di riferimento ai quali aggrapparsi in un rapporto aperto con il mondo. “Open mind”, questa è la parola d'ordine che scandisce il racconto fattoci, a tale riguardo, da un ragazzo udinese classe 1960 che narra la sua storia, da italiano medio, non per farla diventare emblematica, ma per indicare una serie di passaggi visti come traguardi. Una sorta di autobiografia didattica che snocciola un recente passato e fa capire le enormi differenze con l'attualità “liquida”. E' questo, senza porsi in cattedra, ma con semplice efficacia e una forza derivata dal vissuto ben sperimentato, quanto vuole dirci Marino Firmani nel libro “Imparare a imparare. Come la motivazione alimenta il coraggio di intraprendere e la capacità di reinventarsi” (Aviani & Aviani editori), presentato nella biblioteca di Reana del Rojale per gli incontri di “Aspettando... La Notte dei lettori”. Dialogando con Francesco Tonizzo, Firmani ha ripercorso i momenti della sua vita professionale e dunque del libro, nato durante il periodo del lockdown quando, scavando dentro se stesso, il pensiero è diventato azione e poi scrittura, nel contestualizzare le epoche storiche recenti e nel fornire un segnale ai ragazzi, in una sorta di dialogo tra generazioni affinché pure loro, come si dice con frase di prammatica, possano essere “padroni del proprio destino”. Nel raccontarsi, Marino Firmani ha esaltato il ruolo dei maestri incontrati durante il cammino professionale. Tre casi in particolare: “Rino Snaidero mi trasmise la passione per il lavoro e ciò significa poter lavorare senza fatica, senza limiti di tempo, senza accontentarsi, per ambire e migliorarsi. A 28 anni mi mandò a guidare la struttura commerciale della sua azienda in Canada, a Toronto. Esperienza straordinaria in quel periodo, nel 1988, e a quell'età. La famiglia Potocco con Antonino e Valerio mi accese l'attenzione su un aspetto fondamentale, e cioè il rispetto che si deve avere nel rapporto con gli altri, con i clienti, con le maestranze. Un lavoro quindi che si svolge sempre nel pieno rispetto reciproco. E poi Dario Ciamarra , industriale marchigiano, mi ha insegnato a curare i particolari, i dettagli, in una attenzione costante verso ciò che si vuol fare. Lo ricordo quando a 90 anni mi parlava del suo futuro e delle cose che doveva realizzare per l'azienda”.
Adesso, con il libro e le attività formative, Marino Firmani cerca a sua volta di trasmettere ai giovani il senso di tre aspetti: leggerezza (nel senso più profondo, diventa sempre una virtù come capacità di vivere “la gravità senza peso”), consapevolezza e coraggio di osare. Nella prefazione al libro, il professor Flavio Pressacco sintetizza le fasi professionali di Firmani fino all'attuale ruolo di manager, consulente, tutor, che trova sempre nell'antica passione per il basket preziosi riferimenti. “Marino - dice Pressacco - propone insomma un didattica sul campo che ricorda, senza voler essere irriverenti, l'idea socratica di una trasmissione diretta da maestro ad allievo della conoscenza sul mondo”.